21.09.2022 Spettacoli e Performance /

UN DISCRETO PROTAGONISTA

ALESSANDRA PAOLETTI | DAMIANO OTTAVIO BIGI

Evento organizzato e promosso da:

Fabbrica Europa


h. 21:00

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From Harmony, from heavenly Harmony,
This universal Frame began:
From Harmony to Harmony
Through all the compass of the Notes it ran,
The Diapason closing full in Man.

J. Dryden, A Song for St.Cecilia’s day, 1687

 

Un discreto protagonista è il racconto di un istante, l’istante del tempo che va fuori dai cardini, o prima ancora del tempo, in cui equilibrio e simmetria si rompono per dare inizio al tempo.
Nessun bang, nessun rumore, solo una temporanea vibrazione dell’aria.
La simmetria si frantuma, e presenze sfocate si sovrappongono, si mescolano. Si tramutano e cambiano in una espansione costante.
Sono resti e frammenti sparsi, che in uno spazio fluido tentano di ricomporsi in forme dettate da rapporti geometrici, che generano relazioni sempre diverse.

La nostra ricerca si è mossa attorno a una domanda: cos’è il vuoto? Il vuoto in quanto stato fisico, ma anche in termini esistenziali, e il vuoto nell’atto creativo. Il tema del vuoto, da cui eravamo incoscientemente attratti e nel quale ci siamo ritrovati immersi durante la pandemia, ha iniziato a chiarirsi e a concretizzarsi attraverso un’esplorazione delle recenti scoperte nel campo della fisica sulle origini dell’universo.

Abbiamo rivolto il nostro sguardo alla scienza, che nel corso dei secoli ha elaborato idee diverse, mutando di volta in volta la realtà, influenzando una visione del mondo, e riplasmando il nostro modo di percepirci, relazionarci e raccontarci.

Questa esplorazione ci ha condotto all’interno di due mondi solo apparentemente distanti: uno più matematico, legato agli aspetti scientifici, e uno più umano, connesso a una cultura remota, attraverso i miti fondativi.
Abbiamo lavorato sul tempo, sul vuoto e il pieno, il denso e il rarefatto; sulla possibile relazione tra due figure attraverso rapporti geometrici e astratti, che ci siamo resi conto governare il macroscopico come il microscopico.
Le scoperte sulle origini dell’universo hanno ispirato così la linea narrativa del nostro lavoro, che si è nutrito anche di altre storie, legate a differenti mitologie.
Immerse all’interno di una pagina bianca, queste due figure entrano in relazione, e poi in collisione, sviluppando rapporti e percorsi che si uniscono, separano o sovrappongono continuamente, in un gioco di riflessione e rispecchiamento che ci ha condotti nella dimensione simbolica del doppio.

Questo lavoro ha sollecitato una narrazione, che va al di là di una storia visibile: danza pura e frammenti di narrazione irrompono attraverso immagini legate ad alcune fra le storie più antiche, come pezzi di un’unica storia.
– Alessandra Paoletti e Damiano Ottavio Bigi –

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